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E anche questo campionato è finito, si avvicina la data della riconsegna del borsone e poi tutti a casa, per la propria strada. Ma quest'anno è una fine particolare, molto più dolorosa delle altre, perché il prossimo campionato non ci saranno più le solite facce su quel campo a svolgere una massacrante preparazione atletica.

Io per primo dovrò abbandonare il gruppo per via dei limiti di età della categoria, un gruppo in cui ho passato 4 anni, un gruppo di cui ne sono il capitano, ed è diventato una famiglia. Ma non è di me che voglio parlare oggi bensì del mio mister.

Ebbene si, dopo tanti anni ha deciso di cambiare anche lui, non si sa se resterà in società o meno, ma quasi sicuramente non allenerà più la categoria Juniores, gruppo che allena da ben 5 anni. Signori, quest'uomo mi ha davvero fatto crescere, è stato il mio primo vero e proprio mister, è da 9 anni che lo chiamo così, e non sono per niente pochi.

Mi ha preso che sapevo a malapena fare mezzo passaggio, ai tempi pretendevo persino di fare l'attaccante (ahahah) ma lui ha capito subito che non era un ruolo adatto a me quello. Molti avrebbero rinunciato, lasciandomi in panchina e preferendo ragazzi più capaci e predisposti, lui invece no, mi ha provato in qualsiasi ruolo: prima come centrocampista laterale, sperava di poter sfruttare la mia velocità e la mia resistenza, ma ancora non era soddisfatto di me, c'era ancora altro che gli frullava in testa; così ha deciso di provarmi come terzino, poco cambia è vero però era già qualcosa in più, ed infine ha stabilito che il ruolo in cui rendessi meglio fosse al centro della difesa, e da allora il mio compito ogni domenica è stato quello di proteggere il mio portiere. Certo non mi sono portato a casa palloni firmati dopo triplette eccezionali, però mi sono portato a casa tibie, malleoli e rotule che hanno lo stesso valore.

È questa una delle tante ottime caratteristiche del mio mister, lui non esclude nessuno, non molla nulla, piuttosto passa le notti in bianco ma deve capire esattamente come valorizzare al meglio ogni suo giocatore. Sono davvero pochi gli allenatori che si possono vantare di farlo.

Lui ha puntato veramente tanto su di me, e pochi lo hanno mai fatto; ma lui mi ha sempre dato il massimo della fiducia, mi ha sempre seguito in ogni allenamento portandomi ad essere quella fastidiosa carogna che tanti giocatori hanno paura ad affrontare perché o ti porto via la palla (e sono dannatamente bravo a farlo) oppure ti porto via la gamba. Ha creduto così tanto in me da creare persino uno schema di gioco principalmente incentrato su di me: il 1-3-1-1. Una follia, nessuno ha mai usato prima questo modulo e penso che nemmeno ora qualcuno lo usi. Si è fidato così tanto di me da lasciarmi da solo in difesa, come se bastassi io a fermarli tutti, come se non ci fosse bisogno di altro: e se questa non è fiducia, ditemi voi cos'è.

Mister, è vero, in 9 anni abbiamo raccolto pochi risultati positivi se proprio vogliamo essere obiettivi, però, noi tutti tuoi "allievi" abbiamo imparato veramente molto sotto i tuoi insegnamenti, ci siamo divertiti, uniti come una famiglia e siamo cresciuti così come ci vedi ora. Quello che siamo oggi è in gran parte merito tuo. Ci mancheranno le tue infinite sfuriate a bordo campo, i tuoi continui litigi con arbitri e avversari e le tue immancabili espulsioni (e anche dover correggere quella tua pessima grammatica ahahah).

Perché in fondo, tu sei un ragazzetto come tutti noi, uno di quelli che ci mette il cuore ogni santa domenica e che se la prende sul personale rovinandosi anche le giornate successive se qualcosa dovesse andare male. A nome di tutta la squadra, voglio ringraziarti di cuore, Bruno Pentassuglia, per tutto quello che ci hai sempre dato.  Grazie di tutto mister!!!

Il tuo carissimo capitano rompipalle. 

Robert